Ieri ho avuto un piccolo tracollo di energie. Niente di allarmante. Solo che ho dovuto starmene a casa, ricaricarmi in solitudine per buona parte del weekend. Ciascuno degli ultimi sette giorni sembrava portare con sé lo stesso messaggio. Continua ad andare, ma sta' attenta. Fai una sosta ogni tanto. Se tieni tutte le finestre di casa aperte, entrano i raggi del sole, il profumo delle strade, le voci della gente e un bel po' di stimoli assortiti. Ma anche spifferi di vento, ladri occasionali, animaletti non sempre simpatici. E io, che mi rifiuto di vivere a blindatura doppia, in questo momento posso al massimo tenere i vetri accostati, per qualche breve momento. Non voglio per nulla al mondo perdere questa saturazione di emozioni, ma devo ritrarmi quando diventa bruciatura. In questo mese sono entrate nella mia vita una manciata di persone che credo siano destinate a restare, o quantomeno a lasciare una scia profonda sulla mia rotta. Se non fossi stata pronta ad accoglierle, ci saremmo al massimo sfiorati brevemente. Perciò non posso lamentarmi se poi, dall'altra parte, attiro stalker e vampiri psichici, o se tra me e i miei stessi compagni di viaggio si accende una scintilla di incomprensione, distanza, spossamento. Di che mi stupisco?
Comunque ieri, in un attimo di stordimento, ho sentito forte la mancanza di un pezzo delle mie radici. Ma ritrovare i Fisher è stato un po' come avere di nuovo intorno dei vecchi amici, complessi e fluidi almeno quanto me.
Guardare Six Feet Under è stata una buona terapia. Per chi fosse già pronto a prodigarsi in spoiler, sappiate che sono solo all'inizio della terza stagione, quindi chi sa di più taccia. Quanto mi erano mancati, e non lo sapevo! E, come sempre, mi sento Nate. Assolutamente il personaggio che mi rispecchia di più. Sono io! In più, la cosa buffa è che guardare questa serie adesso che sono in California assume tutto un altro spessore, e a ogni scena scopro sottotesti di ironia ineffabile di cui non avevo la più pallida idea quand'ero in Italia. In questo show di becchini, sono la cultura e lo spirito californiani a essere dissezionati, solo per poi essere amorevolmente ricomposti sotto una luce gentile. Proprio come i macabri maquillage di Rico. Ogni giorno sulla terra è un buon giorno!