दीपावली
Al timone c'era purenutmeg alle ore 07:44
domenica, 18 ottobre 2009
È un periodo proprio oscuro, questo, in cui mi sembra di affondare in una ripetizione costante di gesti stanchi già in partenza, alienati, faticosi e fragili, pieni di paura, insicurezza e sentimenti compressi, nascosti, impossibili da esprimere a pieno. Capita però che si riesca ogni tanto a distogliere la vista dal proprio ombelico, e allora - per quanto si sia distratti e concentrati solo su di sé, alla ricerca costante e ostinata di una via d'uscita dalle difficoltà - arrivano delle sorprese bellissime e strabilianti. Come la festa del Diwali, il festival delle luci indiano, un'ondata di calore umano che mi è piombata dritta a casa per tramite - ancora una volta - dei miei cari Tanya e Surya. Tanya è la bellissima e splendida amica con cui divido casa e tormenti amorosi, esistenziali, familiari e sogni in una casa della Mission, qui a San Francisco. Surya è il suo ragazzo, che abita a Santa Cruz, ma è spesso il benvenuto qui da noi. Entrambi indiani, ma con storie di viaggi e vite disperse nel mondo. E stasera hanno voluto condividere con me quella che è una delle loro feste più importanti. Diwali, appunto, è la celebrazione del ritorno della luce sull'oscurità, della vittoria del bene sul male nella persona di Rama, che fu bandito dalla città di Ayodhiya e fu costretto a vivere per quattordici anni in una foresta con sua moglie Sita e suo fratello Lakshmana. Un giorno Sita fu rapita da Ravana, il demone dalle dieci teste. Rama, con l'aiuto di Hanuman, scimmia-guerriero, riuscì a sconfiggere Ravana e portare in salvo sua moglie. La gente di Ayodhiya, allora, accese file e file di dipa (lampade ad olio) per celebrare la loro vittoria e facilitare il loro ritorno in città. Tornato ad Ayodhiya, Rama fu incoronato, e tutti vissero felici e contenti. Oggi Diwali è una delle feste più importanti in India e per tutti gli indiani nel mondo, e si celebra pulendo la casa a fondo, cucinando prelibatezze e illuminando candele e lampade nella speranza che Lakshmi, la dea della ricchezza, venga a fare una visita. Anche Obama quest'anno ha festeggiato il Diwali, per la prima volta nella storia, alla Casa Bianca. E anche noi, nel nostro piccolo, ci siamo riuniti a mangiare delizie sul pavimento e a scambiarci storie. Dopotutto, forse non sarà arrivata Lakshmi in persona, ma ho sentito aprirsi uno spiraglio luminoso su questi giorni così torbidi e neri. Meno male che ho Tanya e Surya. Happy Diwali!

 
 
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VOGLIA DI TORNARE...
Al timone c'era purenutmeg alle ore 04:04
mercoledì, 14 ottobre 2009
 ...qui. Per il resto mi sono spostata ancora una volta, e sono tornata a essere altrovista sul Pacifico, in una California uguale a quella che ho lasciato, ma con un panorama diversissimo dentro. L'immenso che mi ha tenuto compagnia per tutto un anno per ora si è trasformato in una scenografia cupa e angusta. So che mi basta continuare a battere contro il muro per accorgermi delle stelle, che sono appena dietro, a pochissima distanza. Anche se il movimento più profondo mi sembra di starlo facendo verso il basso, verso la terra, tornando a radicarmi a me, che intanto sono cambiata. 
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RUVIDO, DI GETTO
Al timone c'era purenutmeg alle ore 09:22
giovedì, 02 aprile 2009
Esitavo a tornare qui, immaginandomi di avere il tempo di scrivere odi aggraziate all'equilibrio, lunghissime e meditate conclusioni sulla ricchezza che ho trovato in Italia, sulle sorprese, sulle novità e sui ritorni. E invece no. Mi sveglio brutalmente da una notte di incubi angoscianti, e mi appello alle parole per svuotare la testa. Una doccia calda e tutta la protezione del bello che mi circonda faranno miracoli, ne sono certa, ma resta il riverbero della paura che è venuta a cercarmi di notte, della fatica che mi ha svegliato alle 4 di mattina. Ho tremato e rivissuto tutta quell'urgenza di scuoter via, e presto, ciò che non va. Accanirmi solo nella ricerca di quel che mi fa bene. Solo che non so chiaramente dov'è, o per somma ironia so che è polverizzato in mille posti, e nel cercarlo mi disperdo. Sono in salita e arranco, mi manca l'ossigeno e ho bisogno di te che non sei in nessun posto, di voi che rivedo solo di giorno, mentre nel buio devo andare sola, e metterci tutto il coraggio che ho accumulato. Ho paura di sbagliare. Ho paura di svegliarmi e non essere dove dovrei. Ho paura di andare sott'acqua, e delle creature che ci troverò.
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UN GENIO. UN PAZZO. IL MIO UOMO IDEALE!
Al timone c'era purenutmeg alle ore 01:28
sabato, 10 gennaio 2009

Lui è Meraviglia. Lo amo da sempre e amo la sua musica. Soprattutto quando è fuori così. Come un balcone.
 

Mike Patton Mondo Cane L'Urlo Negro - The best video clips are right here
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VAGHEGGIANDO TINOZZE
Al timone c'era purenutmeg alle ore 07:58
giovedì, 08 gennaio 2009
Ecco qual è l'unica cosa che non mi piace della mia casa italiana: l'assenza di una vasca da bagno. Ah, le lunghe meditazioni, gli ozi infiniti che mi godevo in passato, quando potevo disporre di tale lusso! Ne uscivo profumata come Cleopatra, liscia e pimpante, tranne che per i polpastrelli che tradivano la mia natura anfibia, e si mostravano bluastri e rugosi con un tipico effetto da ammollo eccessivo... Ora mi sono dovuta convertire giocoforza alla doccia, strumento pratico e sbrigativo, adatto a chi, nella vita, corre e salta gli ostacoli senza guardarsi troppo indietro... Uno stile che decisamente non mi si confà. Ma, per il resto, la mia deliziosa casa paesana mi soddisfa in pieno. Ha un'atmosfera pacifica e solare senza troppi sforzi, non ha bisogno di addobbi e colori particolari per essere accogliente, e invita a dilungarsi in passatempi languidi, protraendo il tempo del sogno e della riflessione, magari con una tazza di tè in mano, o con una padella alchemica da cui sfrigolano voluttuosi esperimenti...

Sì, sono tornata, e come sempre quando nella mia vita si accavallano azioni non scrivo molto, e invece dovrei. Dovrei fare spazio a questo e quello, e prendermi il tempo, ma come si fa a star dietro a tutto? Io mi attardo, e tengo faticosamente le fila di mille continuità ed estemporanee novità, sperando di mantenere un certo ritmo aggraziato nella danza. La California non mi manca troppo, e mi scopro pervasa da un pizzico di buddhità: quando ero lì stavo bene lì, quando sono qui mi godo quel che l'Italia ha da offrirmi, che non è poco: i miei migliori amici, strati e strati di storia e arte, la vicinanza della bellezza, una natura un po' più timida ma altrettanto ammaliante. Ho rivisto il mio amato Garda, e insieme alla mia amica Rachel abbiamo sfidato una giornata grigia e camminato su su tra i monti per scoprire un lago semighiacciato e un borgo medievale abbandonato, Canale, in cui ancora sembrava di sentire gli echi di un passato di arti e mestieri, processi alle streghe e civiltà contadina. Della California ho assorbito l'energia senza ombre, quel particolare entusiasmo e quella voglia di spingersi oltre ed adattarsi, sempre, che ho imparato lì. Mi invento modi di vivere meno organizzati e più precari e la cosa non mi turba, non so se perché ho imparato a starmene sospesa nell'incertezza e in fondo un po' mi piace, oppure perché nel cuore so che tutto andrà bene. La transizione al vegetarianesimo è completa, e l'unica cosa che disturba il mio ormai consolidato tran tran alimentare sono le rimostranze un po' ostili, un po' barbare di pochi amici e conoscenti con cui mi siedo a tavola. E la mia risposta è sempre quella: vivi e lascia vivere. Un vegetariano in più, più carne per te. Se non vengo a predicare a te, perché tu vieni a predicare a me?  Insomma, sono appena terminati i tempi in cui dovevo spiegare a tutti che cosa significasse stare con un ragazzo transgender, e cominciano quelli in cui devo argomentare la mia scelta di fare a meno della carne. Prima mi chiedevano (con eleganza da lord): "Ma non ti manca il *****?". Ora mi chiedono: "Ma non ti manca la bistecca?". Non mi sembra che ci si discosti poi di molto!

La tesi langue, ma fervono i progetti. E quando si torna dall'esilio, si scopre che ci si è esiliati davvero, molto spesso senza volerlo, dal cuore della gente, e chi si pensava vicino è a sua volta in un altro viaggio in cui tu non sei compresa. Ma va bene così, la ruota gira e le emozioni circolano, e se per un attimo il cuore si rannuvola perché è a miglia di distanza da chi si pensava sarebbe stato lì a riabbracciarti, spuntano fuori splendide armonie nuove con altre persone, incastri diversi, scoperte improvvisate e illuminanti.

Ti amo, vita, in tutta la tua stranezza.

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COLPO DI FULMINE
Al timone c'era purenutmeg alle ore 14:19
sabato, 03 gennaio 2009
Buon anno a tutti. Ho una nuova passione! Si chiama Caio, e me ne sono innamorata guardando il bel L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza. Sud America, anni '70, famiglie in frantumi, comunità che resistono, lotte politiche e un tenebroso morettone dal cuore d'oro. Gli ingredienti per farmi battere il cuore c'erano proprio tutti.

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ANDARE
Al timone c'era purenutmeg alle ore 07:41
martedì, 23 dicembre 2008
"Vorresti dirmi, per favore, come si esce da qui?"
"Dipende più che altro da dove vuoi andare" disse il Gatto.
"Non importa molto" disse Alice.
"Allora non conta la strada che prendi" rispose il Gatto.
"...purché arrivi da qualche parte" aggiunse Alice.
"Ah, per questo stai pure tranquilla" disse il Gatto. "Basta che non ti fermi prima".

Lewis Carroll, Alice nel Paese delle Meraviglie


Sono tornata attraverso lo specchio. Ancora un po' di rincorsa e riparto anche qui.

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I MIEI ELISABETTIANI
Al timone c'era purenutmeg alle ore 01:51
giovedì, 04 dicembre 2008
Mi manca tanto il Bardo con le sue atmosfere così calde, sanguigne e sanguinose. Appena mi libero di questa tesi mi tuffo in un'edizione delle opere complete. Woof!

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NODI INDISTRICABILI
Al timone c'era purenutmeg alle ore 00:38
giovedì, 04 dicembre 2008
Basta parlare di pretacci. Pensiamo a cose belle. Fremono i preparativi per il ritorno, e mentre vengo letteralmente travolta dall'affetto dei miei amici in quella landa incantata che è la Bay Area, penso con emozione alle persone che sto per rivedere. Mi fa ridere il pensiero di essere talmente Nonna Papera nel cuore che la prima immagine che mi viene in mente se penso a casa mia è la mia cucina, con me asserragliata all'interno a preparare cibi prelibati per tutte le persone che amo. Non si nasce nel sud a caso! Tra un po' mi faccio la pipì addosso dalla contentezza come un cagnolino al solo pensiero di poter avere di nuovo a disposizione in presentia un bel po' di volti amati. È come se avessi già davanti agli occhi il mulinello di voci e facciotte che mi aspettano e che mi staranno accanto nei prossimi mesi (mentre cerco di capire dove andrà la mia vita...). Oggi ho pensato a un certo signore, poi, che appartiene alla schiera - peraltro folta - di quelli che stanno nella mia vita non solo per renderla più piacevole e interessante, ma perché mi aiuta regolarmente a ricordare che dietro al sogno che chiamiamo vita c'è un'intrecciatissima trama di incantesimi. Con lui mi sento (senza bisogno di accessori superflui come telefoni e computer) attraverso oceani e continenti. E allora gli scambi di visite sui blog diventano solo un piccolo lusso in più, come il tè coi pasticcini delle ore cinque. Solo un pretesto per accompagnare una fitta, appassionata conversazione che da sei anni non si è interrotta mai, neanche attraverso bronci e ibernazioni. Ti voglio bene, Marco.

 

Hooverphonic : Out Of Sight - Click here for more home videos
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CI SONO ANCHE ALTRE REALTÀ
Al timone c'era purenutmeg alle ore 23:46
lunedì, 01 dicembre 2008
Oggi non mi do pace se penso alle ultime esternazioni del Vaticano. Non mi ritengo cristiana, non sono nemmeno una persona religiosa, anche se sono di sicuro profondamente spirituale. Però mi piace ricordarmi di quando, in un momento simile di profondo orrore per le posizioni portate avanti dallo Stato che mette il becco sul nostro Stato (e sul mondo intero), scoprii dell'esistenza di una persona che mi ha dato la prova che proprio non va fatta di tutta l'erba un fascio. Me lo sono andata a cercare e ho scoperto che ha pure un blog: signore e signori, vi presento don Franco Barbero.

"Religion is to spirituality what porn is to sex"
Grant Morrison (grazie al mio amico Andrea C per avermi fatto conoscere la citazione)
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